mercoledì 23 settembre 2009

Alcolismo e Disturbi Psichiatrici: una ricerca.



...oggi lascio la parola ad un'amica nonchè collega, che si laureerà ad ottobre con una tesi di laurea che tenta di spiegare la relazione tra alcolismo e disturbi psichiatrici...
Quello che segue è un sunto dello studio da lei condotto... spero lo apprezziate.
L'autrice è la (fra qualche giorno)dottoressa Virginia Alabastro.

Alcolismo e disturbi psichiatrici: una ricerca

Ipotesi, campione e strumenti
Nel corso del 2008 ho svolto un’attività di ricerca presso un Ser.T (servizio tossicodipendenze) della città di Palermo. Tale progetto, promosso dalla clinica psichiatrica del policlinico universitario della stesa città, aveva l’obiettivo di individuare i tassi di prevalenza di disturbi di personalità e tratti di alessitimia in un campione clinico costituito da 26 soggetti con dichiarata e manifesta alcol-dipendenza e successivamente di svelare la presenza di una correlazione fra fattori prognostici negativi e tratti disfunzionali. I metodi di indagine utilizzati sono la SCIDII (intervista clinica semi-strutturata per il DSM-IV-TR) di M. B. First per l’individuazione dei tratti relativi a disturbi di personalità e la TAS20 (Toronto Alessitimia Scale) di G. J. Taylor per le caratteristiche alessitimiche. Benché per considerarsi conclusa la ricerca abbia bisogno di un campione più ampio e di un gruppo di confronto non clinico, è stato comunque possibile constatare, confrontando con dati relativi alla popolazione generale, che la prevalenza di entrambe le condizioni citate è effettivamente molto più elevata. Si ricorda, a proposito della alessitimia, che ad oggi questa non è considerata un’entità nosologica ufficiale, per cui se è possibile trovare una classificazione e relativa descrizione dei 12 disturbi di personalità nei capitoli dedicati al secondo asse nel DSM-IV-TR, non sarà possibile trovare, né nel DSM né nell’ICD-10, alcun accenno all’alesstimia. Ciò nonostante il costrutto alessitimico ha interessato un consistente numero di ricercatori. Chi fra questi ha dato il maggior contributo è stato proprio il gruppo di Toronto facente capo a Taylor, cui si rimanda per approfondimenti. Nella valutazione dei fattori di prognosi si è stabilita una scala di attribuzione dei punteggi che va da un minimo di 1 a un massimo di 12. Gli elementi che si sono valutati fanno riferimento a 4 aree: tossicologica (esordio, mono o poliassunzione), sociale (lavoro, famiglia), terapeutica (anni di trattamento, numero di farmaci assunti) e clinica (patologia di asse I o malattie organiche associate). Si sono considerati a prognosi discreta/buona i soggetti con punteggi inferiori o uguali a 6, viceversa coloro che hanno totalizzato punteggi superiori o uguali a 7 si sono considerati a prognosi moderatamente o gravemente cattiva.

Risultati
Dall’analisi di entrambe le condizioni indagate si sono ottenuti risultati piuttosto interessanti. In particolare la prevalenza dei disturbi di personalità ha di poco superato il 70% (risultati paragonabili sono stati ottenuti in campioni reclutati presso strutture carcerarie). In particolare il disturbo di gran lunga più rappresentato è stato il borderline, in accordo con quanto rilevato da studi effettuati su campioni molto più numerosi negli ultimi 20 anni. Purtroppo, come hanno già fatto notare diversi ricercatori fra cui ad esempio M. Stone, il disturbo di personalità borderline raramente viene diagnosticato singolarmente; invece con una frequenza di ben 9 volte su 10 esso è associato a tratti riferibili ad altri disturbi. Questo dato è confermato anche nella presente ricerca. Nel campione in esame il disturbo borderline è seguito in ordine di frequenza, dai disturbi di personalità paranoide e ossessivo-compulsivo . Si segnala al riguardo che un flusso idetico paranoide è di frequente riscontro in un alcolista cronico e che quindi tali atteggiamenti possono essere conseguenza piuttosto che causa della dipendenza. Per quanto riguarda i risultati della TAS20 soltanto 5 dei 26 soggetti ha avuto esito nettamente positivo. Si precisa, tuttavia, che mentre la TAS di Taylor prevede una categoria diagnostica “borderline” (esiste cioè una fascia di punteggi che da esito indeterminato) questo non accade per la SCIDII che distingue di due sole categorie (positivi e negativi). Dunque mentre il 70% circa di positivi alla SCIDII include anche soggetti con punteggi relativamente bassi (benché soprasoglia), la TAS esclude questi soggetti collocandoli appunto nella categoria borderline, che, invece, è abbastanza rappresentata. Di fatti il numero di soggetti negativi e indeterminati alla TAS è risultato quasi equivalente. E’ interessante notare che la piccola quota di soggetti alessitimici presentava quadri piuttosto gravi sia alla SCID che alla valutazione degli indici prognostici. Credo dunque sia possibile identifcare l’associazione alessitimia-disturbo di personalità come un indice affidabile e suggestivo per una cattiva prognosi nella valutazione della dipendenza da sostanze.

...commenti?
Un abbraccio e buona serata a tutti.

3 commenti:

nadia ha detto...

Complimenti al lavoro della collega che fin dalle prime battute sembra fatto veramente bene. Sono molto interessata all'aspetto "alessitimia"... invece quando leggo la parola "borderline" un sorriso amaro prepotente illumina il mio viso, perchè mi sembra il solito calderone dove infiliamo di tutto e di più quando siamo impotenti di fronte certe forme di diagnosi. Ho insomma una certa antipatia nei confronti di questo disturbo di personalità.
Brava Virginia!!!

CyberMaster ha detto...

...ciao Nadia e benvenuta...sono sicuro che a Virginia risulterà gradito il tuo commento... e confidiamo in una sua risposta!

Virginia ha detto...

Grazie Nadia. Sono d'accordo relativamente al disturbo di personalità borderline. Il fatto stesso che si presenti così spesso in comorbilità e quasi mai isolatamente è già di per sè un dato abbastanza suggestivo (il lavoro di Stone contiene un'ampia critica al modello dei disturbi di personalità). Probabilmente la nosologia ufficiale andrebbe un po' rivista su questo capitolo. Non ci resta che aspettare fiduciosi il DSM-V! :)