venerdì 9 gennaio 2009

Rudyard Kipling... If...


Rudyard Kipling - IF
( Lettera al figlio, 1910 )

If you can keep your head when all about you
Are losing theirs and blaming it on you,
If you can trust yourself when all men doubt you
but make allowance for their doubting too,

If you can wait and not be tired by waiting,
Or being lied about, don¹t deal in lies,
Or being hated, don¹t give way to hating
And yet not look too good, nor talk too wise:

If you can dream - but not make dreams your master,
If you can think - but not make thoughts your aim;
If you can meet with Triumph and Disaster
And treat those two imposters just the same;

If you can bear to hear the truth you¹ve spoken
Twisted by knaves to make a trap for fools,
Or watch the things you gave your life to, broken,
And stoop and build them up with worn-out tools

If you can make one heap of all your winnings
And risk it all on one turn of pitch-and-toss
And lose, and start again at your beginnings
And never breathe a word about your loss;

If you can force your heart and nerve and sinew
To serve your turn long after they are gone,
And so hold on, when there is nothing in you
Except the Will which says to them: ³Hold on!²

If you can talk with crowds and keep your virtue,
Or walk with kings, yet not lose the common touch,
If neither foes nor loving friends can hurt you;
If all men count with you, but none too much,

If you can fill the unforgiving minute
With sixty seconds¹ worth of distance run
Yours is the Earth and everything in it,
And, what is more, you¹ll be a Man, my son!

Traduzione:
Se riesci a mantenere la calma quando tutti attorno a te la
stanno perdendo e te ne incolpano;
Se sai aver fiducia in te stesso
quando tutti dubitano di te tenendo conto però dei loro dubbi;

Se sai aspettare senza stancarti di aspettare
o essendo calunniato non rispondere con calunnie
o essendo odiato non dare spazio all'odio
senza tuttavia sembrare troppo buono ne' parlare troppo da saggio;

Se sai sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni;
Se riesci a pensare senza fare di pensieri il tuo fine;
Se sai incontrarti con il Successo e la Sconfitta
e trattare questi due impostori proprio nello stesso modo;

Se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto,
distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui;
Se sai guardare le cose, per le quali hai dato la vita distrutte
e sai umiliarti a ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;

Se sai fare un'unica pila delle tue vittorie
e rischiarla in un solo colpo a testa o croce
e perdere e ricominciare dall'inizio
senza mai lasciarti sfuggire una sola parola su quello che hai perso;

Se sai costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi
a sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti più
e così resistere quando in te non c'è più nulla
tranne la volontà che dice loro: "Resistete!';

Se sai parlare con i disonesti senza perdere la tua onestà
o passeggiare con i re senza perdere il tuo comportamento normale;
Se non possono ferire ne' i nemici ne' gli amici troppo premurosi;
Se per te contano tutti gli uomini, ma nessuno troppo;

Se riesci a riempire l'inesorabile minuto
dando valore ad ogni istante che passa:
tua e' la Terra e tutto ciò che vi e' in essa
e - quel che più conta - tu sarai un Uomo, figlio mio !

...quando la poesia supera l'immaginazione e giunge a solleticare cuore e intelletto...

9 commenti:

Prisma "TBFKA MusEum" ha detto...

Con notevole ritardo, ricambio la tua visita di qualche tempo fa...
Ti rinnovo i complimenti per il blog e per la tua iniziativa e ne approfitto per augurarti un felice 2009!

zoé ha detto...

.. bellissima poesia ..senza parole .. un saluto affettuoso e .. buona Vita :) Zoe.

CyberMaster ha detto...

...benvenuta e grazie Museum!

Un saluto e un abbraccio a te carissima Zoè...

vincenzo ha detto...

Tocca le emozioni in profondità, dà forza e spinge al cambiamento.
Mi ricorda da vicino quello che dovrebbe fare una buona terapia.
E fa riemergere prepotentemente l'importanza della figura del padre, e di una sana relazione padre-figli. Mi sembra che da tempo il ruolo di padre tenda ad essere più o meno sottilmente squalificato,o messo in secondo piano; forse anche per le responsabilità di tanti padri. Ma quanto si sentirebbe, ora, ed in tutti i campi, il bisogno di figure paterne autentiche e credibili, forti, protettive, ed empatiche.
Parola scritta, figura del padre, e relazioni.
Penso meritino di essere più presenti anche nel nostro lavoro clinico.
Ripasso da queste parti volentieri.
Un saluto, Vincenzo

CyberMaster ha detto...

...un saluto di rimando Vincenzo.
Torna presto...

lella ha detto...

poesia bellissima ;
a volte però la realtà ti porta ad atteggiamenti diversi!
Lella

CyberMaster ha detto...

...verissimo...benvenuta Lella!

stella ha detto...

Mamma mia,quante verità!

Tutte realizzabili?

CyberMaster ha detto...

...ahahahah...ciao Stella!