mercoledì 14 gennaio 2009

L'Antipsichiatria...



Perchè qualcuno si ostina a combattere una scienza medica?
Esiste l'Anticardiologia o l'Antipediatria?
Sembra una fesseria l'Antipsichiatria, ma fa perdere fiducia nei confronti di una scienza, con il risultato che la gente si chiude, ostinandosi a non farsi curare come si deve...
Per fortuna si assiste ad una fioritura di siti specialistici,ovviamente lontani dalla pratica autodiagnostica, che informano gli utenti circa le pratiche psichiatriche e le patologie che interessano questa specialità...
...lasciando perdere poi le stupidaggini che a scopi populistici e commerciali vengono promulgate dai "pensatori antipsichiatrici", che vanno dalla critica al DSM (testo fondamentale della psichiatria mondiale) alla spinta alla morte (vedi il caso del figlio di John Travolta).
Il succo dell mia riflessione è questo...INFORMIAMOCI NEL MODO GIUSTO...perchè l'ignoranza solo a volte uccide, ma sicuramente fa vivere male...sempre...

17 commenti:

Dual ha detto...

Buon Giorno!Grazie per esserti aggiunto alla lista dei nostri lettori.Lo abbiamo fatto anche noi con piacere..
Una buona giornata Dual.

corriere Padano ha detto...

visitami anche tu!
www.corrierepadano.blogspot.com
lega.mb94@yahoo.it

CyberMaster ha detto...

Benvenuti ragazzi!

zoé ha detto...

. certo l'ignoranza è davvero una bestia da combattere ... ma non credi che forse tanta diffidenza dipenda, almeno in parte, dal passato poco nobile della psichiatria cresciuta nei manicomi?? la memoria di studentessa mi riporta a quelle immagini,a quelle esperienze, a quel periodo prima che arrivasse la 180 a rivoluzionare tutto,almeno in teoria.. e non sto dicendo che bisogna buttare dalla finestra la psichiatria, a parlare è una quasi psicologa, e la mia posizione a livello sociale spesso non è ben vista rispetto alla tua, ma forse tanto tumulto nasce da un passato un pò scomodo che è difficile scrollarsi di dosso ... scusami, forse sbaglio .. ma è ciò che penso .. che dici?

CyberMaster ha detto...

...io penso che il passato della psichiatria è un po' turbolento, ma per forza di cose più che altro: prima non esistevano farmaci psichiatrici e si cercava di contenere i pazienti meglio che si poteva...vero è che alle volte si sfociava nella violenza gratuita, ma del resto in ogni campo ci sono oggi e ci sono state anche ieri le pecore nere...
Bisogna capire perchè la psichiatria era MANICOMIO... per necessità...

sofì ha detto...

Non per necessità, ma per paura dell'incomprensibile, data dalla fondamentale ignoranza e grettezza.
Hai pubblicato un convegno di Patch Adams, io ci sono stata a Verona e lui afferma e riafferma e quasi grida, che si deve curare prima la persona, poi la malattia.
In questa evoluzione della medicina in generale si è dimenticato che la persona è intera, non a pezzi che la compongono e che comunque nel bene e nel male interagiscono fra di loro. Lo specialista, purtroppo guarda solo il pezzo, che lo riguarda. Si è perso l'occhio clinico, che c'era un tempo, che c'era nel medico di famiglia.
La psicologia, la psicanalisi guarda attentamente a tutta la persona e non si ferma ai sintomi, ne analizza l'origine e poi in collaborazione con la psichiatria, quando questo è possibile, cerca di minimizzarli o di eliminarli.
Questa è la mia esperienza di paziente e di appassionata di queste tematiche molto importanti e profonde.

CyberMaster ha detto...

...purtroppo non c'è Patch al convegno, si proietterà solo il suo film...
E' molto importante ciò che dici...la psichiatria tiene conto dell'individuo in toto...per questo è una delle discipline mediche tra le più importanti...
Buona domenica Sofì!

Anonimo ha detto...

Stupidaggini; scopi populistici e commerciali; pensatori antipsichiatrici fra virgolette (per intendere che sono da strapazzo e da dileggio); l'ignoranza.
E come scrive Zoé, l'ignoranza è veramente una brutta bestia da combattere: leggendo il post e i commenti, me ne sono reso conto ancora una volta.
Ma chi siete voi? Ma che ne capite? Voi, dall'alto del vostro trono, vi collocate nella posizione di chi sa ed ha capito tutto, mentre le altre persone dicono stupidaggini, sono ignoranti e devono informarsi bene.
Complimenti, non c'è che dire.
Si parla, addirittura!, di cultura psichiatrica. Vi riferite per caso a quella che si è vista, all'altezzosità e allo sprezzo nei confronti di chi non la pensa come voi?
Parlate della psichiatria del passato, della non esistenza di farmaci, ecc. Come se il problema c'era e ora non c'è più. E sareste voi i bene informati?
Gli psichiatri per squalificare a vita le persone, dicono che queste sono pazze; voi dite che chi contesta la psichiatria dice stupidaggini, è ignorante, ecc.
Stesse modalità di eliminazione dello scomodo e del fastidioso.
Per cui, ci rimarrei male se questo mio commento non viene eliminato.
Per la cronaca, lo scrivente è dottore in psicologia, antipsichiatra, scrittore, poeta, ed è stato psichiatrizzato e rovinato da psichiatri e psichiatre.

CyberMaster ha detto...

Qui non vengono cancellati i commenti, qui non c'è nessun trono e nessuna presunzione...qui si cerca di fare informazione... lo psichiatra non usa il termine "pazzo"... la psichiatria non squalifica le persone, una patologia non fa perdere dignità all'uomo.
Nelle sue parole più che rabbia e polemica leggo amarezza...
Capisco che lei abbia avuto una cattiva esperienza, ma non per questo è lecito disprezzare una scienza medica... è successo che chirurghi abbiano lasciato delle garze nel corpo a delle persone, ma non per questo diciamo che la chirurgia è una pratica satanista...
Sono lieto che lei abbia espresso la sua opinione e sarei ancora più lieto se lei volesse scrivere la sua storia, cosicchè io possa pubblicarla nel sito senza censure.
Come vede ci sono storie di altre persone e poesie anche del sottoscritto... se vuole inviarci qualcosa è sempre il benvenuto.
Una puntualizzazione: se lei non avesse inserito i suoi titoli sarebbe stato trattato con educazione e con il dovuto riguardo ugualmente...
Un abbraccio cordiale.

Fabrizio ha detto...

Io che moderato non sono mi trovo ad dover assumere una posizine di prudenza. Da un lato c'è la psichiatria (una scienza non ci piove) e dall'altro lato l'anti-psichiatria. Io ritengo che entrambe abbiano il diritto e ragione di esistere. In passato, purtroppo anche oggi (forse in minor parte) la prima ha qualcosa da farsi perdonare (non solo i manicomi, ma anche tanta prosopopea,non ancora del tutto messa in naftalina)e la seconda ha come attenuante quella di essere stata direttamente o indirettamente scottata dalla sufficienza e dalla sopra citata prosopopea con la quale taluni medici hanno trattato, e purtroppo in alcuni casi ancora trattano, le vicende umane dei pazienti e dei loro familiari. Chi scrive è un paziente psichiatrico, che fermamente non crede nei farmaci, ma fa salva la buona fede di tanti dottori che hanno scelto la professione di psichiatra non come mestiere, bensì come una vocazione.Una cosa vorrei che mi spiegassero: perchè il mio disturbo di personalità viene paragonato dai miei psichiatri al diabete? Conosco, o almeno credo, il perchè dell'accostamento (tende ad eliminare nella mente del paziente lo stigma della malattia), ma contesto ugualmente il paragone).Nessun paziente diabetico viene prelevato con la forza (quando dicono che serve), contenuto in un letto (legato mani e piedi)e costretto a fare quello che magari non vorrebbe fare: prendere farmaci! In Italia si fa un gran parlare del libero arbitrio (dottrina certa addirittura per le sfere più intransigenti della Chiesa), mentre questo viene negato ai pazienti psichiatrici, che hanno l'obbligo di curarsi(?)prendendo farmaci, che una volta (tanto forti erano gli effetti collaterali)venivano "amorevolmente" definiti lobotomia farmacologica. Adesso, mi si obietterà, esistono farmaci che non danno più quegli effetti così spiacevoli, ma vi posso garantire, per esperienza diretta,che non possono essere paragonate nemmeno a delle caramelle!
Purtroppo, se si eccettuano gli ansiolitici, non esistono farmaci sintomatici: ho il problema, prendo il farmaco, scompare (in un tempo ragionevole) il malessere, così fino alla emivita dello stesso. Scarsezza di mezzi terapeutici, insieme alla complessità della mente umana e quindi della scienza che se ne occupa, sono la grossa attenuante che io concedo agli psichiatri e a tutti coloro che lavorano in questo campo, ma vi chiedo anche di capire i punti di vista di chi deve lottare tutti i giorni con il proprio malessere e, talvolta, con l'arroganza di certi dottori che prendono il loro mestiere come un lavoro qualsiasi, magari condendolo con un pizzico di presunzione, che guasta sempre, quanto meno i rapporti tra chi dovrebbe affidarsi e chi dovrebbe curare. Fabrizio

CyberMaster ha detto...

Ciao Fabrizio...sei il Fabrizio che conosco?
...comunque...
Il tuo disturbo viene paragonato al diabete perchè è duraturo nel tempo e ci devi stare sempre attento...ecco il motivo.
Parli di libero arbitrio...un ragazzo che conosco, in un momento di crisi ha preso il suo letto, a casa sua, e lo ha scaraventato dalla finestra...poi, passata la crisi in ospedale si è scusato moltissimo...ora ti chiedo...quando ha buttato il materasso dalla finestra lui ce l'aveva il libero arbitrio o era soltanto il frutto della malattia quel gesto?
Per quanto riguarda i medici, ribadisco che le pecore nere sono ovunque...
Un abbraccio.

fabrizio ha detto...

Sì sono il Fabrizio che conosci.Ciao. Io non ho mai fatto del male a nessuno né con i miei comportamenti estremi, né ho mai avuto l'intenzione. In questo credo ci sia il mio libero arbitrio. Poi non so per quel ragazzo, probabilmente neanche lui ne aveva l'intenzione, ma per qualcuno non basta...meglio ricorrere al tso. Ma meglio per chi? Per questa società di merda che crea le premesse per il ns. disturbo, o per il paziente? Io mi rifiuto categoricamente di curarmi, perchè i farmaci che si usano attualmente danno sedazione (parlo del mio caso specifico) e per il mio modo di pensare sedare, o nel peggiore dei casi rincoglionire, non è curare! Qualora mi risentissi male l'ultima cosa che vorrei è prendere farmaci. Il paradosso è che gli effetti benefici (io dico presunti) non li vedi subito, quelli collaterali invece sì.Tu lo sai, ho tentato diverse volte il suicidio, ma dimmi in tutta onestà esiste un farmaco che possa estirparmi dalla testa quel pensiero? Io dico di no. Qualora, io mi auguro di no, decidessi di togliermi la vita, in questo vorrei fosse accettato il mio libero arbitrio: morire, perchè con i farmaci non mi sento me stesso. Non essere costretto con la forza a prendere dei farmaci, e privato della mia libertà come avviene con i tso. In quale altro Paese questo avviene? Il ns. è un Paese bellissimo, ma dove c'è anche tanta ipocrisia. In un articolo della Repubblica di inizio mese ho letto con molto interesse l'articolo di Sforza dove diceva che si può anche non condividere il suicidio, ma bisogna allora impegnarsi, all'interno della società, per eliminare tutte quelle condotte che possono generare sofferenza ed indurre in persone più fragili, comportamenti auto-punitivi. Bello da dirsi, difficile, o forse di poco interesse, da farsi. Meglio allora demandare a degli psichiatri di valutare gli estremi per un trattamento sanitario obbligatorio, di modo che, questi rifiuti (perchè scartati da una società che deve diffondere determinati canoni ai quali omologarsi, altrimenti sei out, sbagliato, malato)non possano nuocere al resto della popolazione e creare loro disagio (ironico vero?). Guai distoglierli dal miraggio! I manicomi erano uno sconcio, una società civile non poteva più tollerarli. La risposta qual è stata? Abbandonare le famiglie di noi disperati al proprio destino, scaricare la patata bollente in mano a degli psichiatri (hanno voluto la bici? Adesso pedalino!)e sballottare noi come la minchia di un cane! Un po' di qua un po' di là. Questa è vita? Forse si può incominciare a credere, se ti trovi tra l'incudine ed il martello, che la morte non sia il peggiore dei mali possibili. Forse l'unica vera cura, definitiva, irreversibile.Un abbraccio. fabri.
p.s. Absit iniura verbis.

CyberMaster ha detto...

Ciao Fabri, i farmaci psichiatrici devono essere necessariamente accoppiati alla psicoterapia... è vero che hanno degli effetti collaterali, ma ad oggi abbiamo questi ed anche la scienza ha i suoi limiti... che probabilmente in un futuro prossimo verranno abbattuti e se ne presenteranno altri...
La morte la si può intendere poi in diversi modi...ma mai come una via d'uscita o un'opzione possibile...
Se vuoi contattami in privato...
Ciao...e mi raccomando!

fabrizio ha detto...

Dove sta scritto? La morte è intrinseca all'uomo. C'è chi desidera vivere e chi morire. Punti di vista, quello che serve è fare salvo il libero arbitrio, qualsiasi sia il proprio punto di vista. Ciao

CyberMaster ha detto...

Fabri, il tuo discorso dal punto di vista logico non fa una piega... libero arbitrio... volontà individuale... ma tu non tieni conto dell'interiorità... la mia "volontà di morire" può essere in quel momento condizionata dalla malattia o da uno stato di sofferenza momentaneo...
Fabri, nessuno vuole morire per piacere... chi sceglie di morire si trova in un momento di difficoltà assolutamente passeggero... tu sceglieresti di aiutare una persona in difficoltà o diresti: "...vabbè, se ti vuoi suicidare, fallo... è libero arbitrio..."....?
Le difficoltà passano Fabri... eccome se passano...

fabrzio ha detto...

Sicuramente sceglierei di aiutarlo, ma è aiuto quello che oggi effettivamente si dà? Io credo che siamo ancora anni luce dal raggiungimento di questo risultato. Troppe sono le contraddizioni, e inutili le attuali terapie. Anche la psicoterapia con la sua tautologia può risultare deleteria. Fortuna che poi ci sono esperimenti come questo blog, che vanno in una direzione completamente nuova, tutta da scoprire, da non sottovalutare (direi), al passo coi tempi, ma sopratutto da non sprecare. Buon lavoro e grazie. Fabri

CyberMaster ha detto...

Grazie mille Fabri...ma onestamente penso che le contraddizioni e le tautologie in psichiatria siano veramente poche...un abbraccio e a presto!