giovedì 29 gennaio 2009

Edward... Mani di Forbice...



Edward...Mani di Forbice o Scissor Hands...l'ho rivisto qualche giorno fa e chi di voi non sapesse di cosa sto parlando è pregato di andarlo a vedere subito!
Un capolavoro di Tim Burton il Visionario e una interpretazione sublime dell'allora giovanissimo Johnny Depp, che sicuramente all'epoca avrà provocato non pochi innamoramenti...
Per i cinefili e i curiosi:
http://www.movieplayer.it/film/59/edward-mani-di-forbice/
http://it.wikipedia.org/wiki/Edward_mani_di_forbice

...ma non voglio parlarvi del film in se stesso, anche perchè c'è poco da dire, dato che praticamente è stato smontato e rimontato da tutti i punti di vista...
Si sa che i buoni libri come i buoni film colpiscono a tutte le età, rileggendoli o rivedendoli, sempre per motivi e spunti differenti... a me adesso ha colpito il clima che si era creato attorno a questo giovane cyborg: all'inizio del film alcuni abitanti del paesino in cui si svolge la vicenda odiano Edward, altri lo amano, per la sua diversità, ma alla fine viene messo univocamente alla berlina...da tutti.
Credo sia un atteggiamento molto attuale...
Di fronte al "diverso" si prova paura, indistintamente, alcuni la manifestano allontanando la persona, altri mostrano eccessivo interesse... che sortiscono lo stesso effetto nel "diverso", cioè la sua presa di coscienza della sua non accettazione nella comunità, qualunque essa sia.
Se ci fate caso anche al Grande Fratello 9 succede questo nei confronti del concorrente cieco, Gerry, che tra l'altro dimostra una grande cultura e maturità.

Non farò la morale... ognuno tragga le sue conclusioni...
Buona giornata a tutti e buoni 28 anni a me! (oggi è il mio compleanno...non ditelo a nessuno).

venerdì 23 gennaio 2009

Da non perdere...


Inizia il ciclo di seminari dedicato alle dipendenze patologiche organizzato dalla I.RI.S ONLUS di Palermo... trovate il calendario al seguente link...

http://psichiatriaecybertherapy.blogspot.com/2008/11/incontri.html

Giorno 3 Febbraio alle 19:30
c/o Centro di Psicoterapia "F. Caracciolo", via Libertà 100, Palermo

si terrà il primo incontro con tema:
"Il gioco d'azzardo patologico"
...a cura della Dott.ssa Caterina La Cascia con introduzione al corso del Prof. Daniele La Barbera

Per info e prenotazioni:
tel... 091-6555168
email... i.ri.s.onlus@hotmail.it

Il prezzo è di 10€ per seminario...50€ per il ciclo completo...

Un altro appuntamento che voglio segnalarvi è il seguente...

"Lo Psicodramma a più voci: Germogli"
...che si terrà Sabato 31 Gennaio al Centro Polivalente di via La Loggia 5, Palermo

Per info:
www.psicodrammamediterranea.it
Dott. De Franchis...chiaradefranchis@yahoo.it
Dott. Prestifilippo...alessiaprestifilippo@libero.it
Dott. Romano...conceromano@virgilio.it

Spero siano per voi notizie gradite...
Buona giornata!

mercoledì 21 gennaio 2009

Medico/Farmaco...



...in Psichiatria la prima abilità che lo specialista deve acquisire è quella di FARSI FARMACO, cioè essere lui stesso in grado in primo luogo di guarire il paziente, con la sua sensibilità, la sua sagacia, instaurando un rapporto con l'altra persona, che già di per se stesso faccia predisporre il paziente alla guarigione...

Interessante no?

martedì 20 gennaio 2009

Aiutiamo Emanuelino Lo Bue...

...una mail della mamma di Emanuele...

BUONGIORNO SN LA MAMMA DI EMANUELE LO BUE
RINGRAZIO DI CUORE KIUNQUE POSSA AIUTARE E
VORRA' DIFFONDERE LA STORIA
DEL MIO ANGIOLETTO
ELEONORA CRESPI
333 2915 163

Ema ammiratore del grande eroe Salvo d'acquisto.

Leggete la storia qui elencata:

La storia del Piccolo Carabiniere


28 settembre 2000: nasce Emanuele


La storia di mio figlio inizia come quella di tutti i bambini. Nasce da un amore e cresce in una famiglia come tante: mamma, papà, una sorella più grande, i nonni, gli zii.


E’ un bambino come gli altri, un angioletto pieno di vita e di cose da fare. Va a scuola volentieri, a quattro anni comincia a suonare il pianoforte, studia l’inglese, fa karate, gioca a calcio. E’ appassionato di astronomia e legge i libri di Margherita Hack, che lui chiama “la signora delle stelle”.


Da grande vuol fare il carabiniere. L’ha deciso il giorno in cui ha visto il film su Salvo D’Acquisto, quello con Massimo Ranieri. Dice che un carabiniere deve parlare l’inglese per svolgere indagini internazionali e deve essere un campione di karate per combattere contro i nemici. Perciò studia e si impegna al massimo. Tutti i giorni vuole passare davanti al monumento di fronte alla caserma di Cologno Monzese intitolata a Salvo, a due passi da casa nostra. E ogni 23 settembre (anniversario dell’eroico sacrificio di D’Acquisto) e ogni 25 aprile gli porta un mazzo di fiori.


Primavera 2007


Emanuele ha 6 anni. Frequenta la prima elementare. A marzo cambia scuola. Nuovi insegnanti, nuovi compagni. Lui si trova subito bene, è felice.


Studia. Corre la Stramilano. Il 17 maggio farà il suo secondo concerto di pianoforte. Gioca. Legge. A maggio diventerà cintura arancione di karate.


10 aprile 2007: mattina


Mio figlio ha mal di pancia. Viene il dottore e ci consiglia di andare al pronto soccorso.


Ospedale San Raffaele. Pronto soccorso. Attesa. Visita. Attesa. Esame. Attesa. Altro esame. Passano così otto ore.


Emanuele ha paura, è tutto nuovo per lui, non ha mai visto un dottore finora. Si sforza di restare tranquillo, vuol fare l’ometto. Solo lo sguardo impaurito tradisce la sua ansia. Lo tranquillizzo. Si fida di me, purtroppo, sono la sua mamma! Vuol fare il bravo: otto ore di visite e controlli senza un capriccio e senza mai dire no.


Finalmente la diagnosi: appendicite. Bisogna operare. Subito.


Lo accompagniamo in sala operatoria, mio marito e io. Lui ci arriva sulle sue belle gambette sane e forti. Sale da solo sul lettino. E’ impaurito ma non versa una lacrima.


10 aprile 2007: tarda serata


Tutto è pronto. Gli do un bacio. L’ultimo.


Aspettiamo in pediatria. Il lettino è pronto da ore. Nessuno ci dice niente. Preoccupazione. Ansia. Panico!


Ma ecco quattro dottori in camice. Chi sono?

“Signora, abbiamo avuto un problema: 15 minuti senza ossigeno al cervello!”

Cosa? Che vuol dire? Aspettate! Se ne vanno.


Noi non capiamo. Cos’è successo? Un problema! Che problema? Ossigeno? Cervello? CHE VUOL DIRE? Nessuno ci spiega niente. Incubo! Il pensiero si ghiaccia. Poi esplode.


Terapia intensiva


Corriamo al reparto Terapia intensiva. Qualcuno ci ha detto che nostro figlio è là. Ci precipitiamo. Porta chiusa. Suoniamo il campanello. Entriamo: Emanuele!

Intubato. Aghi nel collo, nelle braccia, nelle caviglie. Il torace blu per colpa del defibrillatore.

Nudo, coperto solo da un lenzuolo, livido, martoriato come il Cristo del Mantegna.

E tutti quei rumori, di quelle macchine che lo tengono in vita.


Ricordo che pensavo “speriamo che non l’abbiano lasciato solo e che non abbia sofferto”.

Non mi rendevo conto. Non è possibile! Perché al mio angelo?


Aveva ancora i capelli. Il sabato successivo glieli hanno rasati.


Cos’è successo?


Perché gli sono mancati 15 minuti di ossigeno? Non si sa. Il fatto è che senza ossigeno i neuroni sono morti a grappoli. E da lì è finito e cominciato tutto.


Quattro giorni dopo


Nel pieno dell’incubo!

Devono trapanargli la testa per misurare la pressione endocranica (dentro il cranio) che sale vertiginosamente. Emanuele è in pericolo di vita. Gli asportano d’urgenza la teca frontale, l’osso della fronte. Lo rompono in più pezzi altrimenti il cervello non troverebbe spazio per aumentare il proprio volume. Si sta espandendo, si gonfia, si gonfia, come un pallone e adesso che c’è solo la pelle a coprirlo, sporge all’infuori.

Terribile? Spaventoso? Atroce? Non c’è una parola sufficiente.

Rimarrà così per tanti mesi. In costante pericolo di vita. Continuamente lo sottopongono all’ipotermia, cioè gli abbassano la temperatura del corpo per controllare meglio la situazione. Succede di tutto. Gli fanno anche una trasfusione e gli somministrano farmaci. Molti e molto potenti.

Non scorderò mai più in tutta la vita il suo pianto continuo. Lo sento appena si aprono le porte di Terapia intensiva. E’ l’unico che piange. Lui vuole la sua mamma ma io non posso stargli accanto se non negli orari permessi. Perché ci sono le regole.


28 maggio 2007


Emanuele viene trasferito alla clinica La Nostra Famiglia di Bosisio Parini, Lecco.

Altra sofferenza! Per stargli accanto devo affidare ai miei genitori mia figlia di 13 anni, mentre mio marito vive con me in clinica e passa le notti in un appartamento in affitto. Le spese, e sono molte, a carico nostro.

Emanuele ha la fronte gonfissima perché il cervello è fuoriuscito ormai dalla cavità cranica e non è ancora tornato alle sue dimensioni normali.


Bosisio Parini: clinica di riabilitazione


E’ un mondo a parte. La valle della sofferenza dei bambini. Emanuele piange, piange. Viene alimentato artificialmente con un sondino naso-gastrico, la testa fasciata. Una sofferenza indicibile! Passano i giorni, i mesi.

Gli tolgono le bende. E’ senza capelli, rasato a zero. Una cicatrice immensa, larga un dito. Sembra un’aureola. La pelle tenuta insieme da una cucitura e da graffette di metallo come quelle per i documenti. La ferita è fresca. Ci fanno raccomandazioni, non bisogna toccarla: rischio infezioni. Le medicazioni sono dolorose.


Inizia la fisioterapia, per evitare l’atrofia di muscoli e nervi, e la logopedia, per cercare di recuperare e mantenere la capacità di deglutizione, che per il momento non sembra compromessa del tutto.


Emanuele non fa altro che piangere. Non parla, non ride più, non suona più il piano, non gioca, non studia. Non può più fare niente di tutto ciò che faceva prima di quel 10 aprile maledetto. Gli hanno spezzato le ali della vita!

Non ha più alcun diritto, tranne quello di soffrire e di piangere.

Ogni movimento è sofferenza. Emanuele piange continuamente, forse anche solo per comunicare. Chissà.


Settembre 2007: inizio del mese


Emanuele viene portato di nuovo al San Raffaele. Arriviamo il lunedì alle 15 e facciamo non poca fatica ad organizzarci perché spostare il bambino e coordinare per giorni i vari controlli, i pasti e tutto il resto non è facile.


Mercoledì

Operazione per rimettere al suo posto l’osso autologo, vale a dire l’osso frontale di Emanuele. L’intervento dura tutta la mattina.


Giovedì Giornata tranquilla.


Venerdì

Gli mettono la PEG per l’alimentazione artificiale: un tubicino che attraverso l’addome porta il cibo alla stomaco. Due giorni di vomito a causa dell’anestesia e tantissimi altri problemi. Le informazioni sono latenti.


Lunedì

Torniamo a Bosisio. Io e mia mamma con Emanuele, mio marito a casa con nostra figlia.

Fra fisioterapia, logopedia, alimentazione e tutto il resto si sta in ballo da mattina a sera e anche la notte e bisogna essere in due per darsi il cambio. Perché Emanuele ha bisogno di tutto: quindi non ci possiamo permettere neanche un minuto di disattenzione.


4 ottobre 2007

Inizio uno sciopero della fame per ottenere attenzione e riuscire così a scoprire se c’è un qualche posto al mondo dove possano curare Emanuele e farlo migliorare il più possibile.

Tante promesse e tanto fumo. La realtà è che siamo soli e abbandonati a noi stessi. Tutti si aspettano da noi rassegnazione e pensano senza dircelo “portatevi a casa vostro figlio e arrangiatevi, che tanto così rimarrà per sempre”.

Quando chiediamo informazioni e aiuto tutte le porte ci vengono sbattute in faccia.

Nel frattempo ci alterniamo al capezzale di Emanuele perché anche nostra figlia ha bisogno della sua mamma.


Riesco ad ottenere qualche passaggio TV e qualche articolo. Le cose si muovono. Con l’aiuto di tante persone contattiamo centri europei e americani e raggiungiamo anche un dottore inglese che con un certo farmaco risveglia i pazienti dal coma neurovegetativo. Sotto stretto controllo medico lo proviamo su Emanuele, ma purtroppo non fa effetto.


12 dicembre 2007


Vogliono dimettere Emanuele ma gestirlo a casa sarebbe impossibile, gli spazi non sono ancora adeguati, dobbiamo fare tanti lavori, dobbiamo attrezzarci, c’è bisogno di tante cose. Secondo sciopero della fame: Emanuele rimane a Bosisio.

Passano i mesi. Contattiamo altri centri, riceviamo risposte e informazioni. Finalmente entro in contatto con una mamma italiana che sta curando suo figlio in Florida, negli USA.

Grazie all’aiuto di tanti amici, gente comune che vuole aiutare Emanuele, raccogliamo i fondi necessari per la terapia.





22 Aprile 2008


Partiamo per gli States!

Un volo umanitario, organizzato dall’Aeronautica Militare, ci porta a Fort Lauderdale dove, così come molti altri bambini italiani, Emanuele viene curato: ossigenoterapia (per fornire il “carburante” ai neuroni), fisioterapia intensiva (per stimolare una possibile ripresa), logopedia (per abituarlo di nuovo a mangiare da solo), terapia cranio-sacrale (utile per mantenere la funzionalità del corpo e degli organi interni).


15 Ottobre 2008


Rientriamo, per mancanza di fondi, con un nuovo volo umanitario.


Oggi


Emanuele è a casa. Ha bisogno di ore e ore di assistenza e cura giornaliera, ma le istituzioni, pur facendo del loro meglio, garantiscono solo una piccola parte del necessario. Purtroppo i malati allettati sono numerosi e molti sono bambini.

Noi facciamo di tutto per aiutare nostro figlio, e tante persone comuni, amici ma anche sconosciuti, ci aiutano come possono. Il buon cuore però non basta, ci vogliono fondi. Le esigenze sono moltissime, tutte cose assolutamente indispensabili.

Purtroppo questa è la vita reale.


Emanuele da grande voleva fare il carabiniere e servire la Patria …




SALVIAMO EMANUELE!

Tutti insieme. CONTRIBUITE ANCHE VOI!


Informazioni dettagliate e contatti diretti con la famiglia sul blog WWW.SALVIAMOEMANUELE.BLOGSPOT.COM


C/C 500

intestazione: Salviamo Emanuele

coordinate bancarie: IBAN IT22 D 05584 32970

Banca Popolare di Milano, filiale di Cologno Monzese (MI)


333 2915163

GRAZIE! di cuore dalla famiglia Lo Bue

domenica 18 gennaio 2009

La brochure del corso sulla NeuroVR...

Vi ricordate?
Leggete le info sulla destra... affrettatevi ad iscrivervi...
Cliccate sulle immagini per ingrandirle e scaricarle!



sabato 17 gennaio 2009

XIII Congresso SOPSI...e Patch Adams...


Psichiatria 2009: Clinica, Ricerca e Impegno Sociale...

Questo è il tema del XIII Congresso della Società italiana di Piscopatologia (SOPSI)

...si terrà a Roma dal 10 al 14 Febbraio al Rome Park Hotel Marriott.

...per maggiori info:
www.mgacongressi.it
www.sopsi.it

...inoltre vi voglio segnalare un interessante appuntamento:





...Mercoledi 21 Gennaio a Palermo, nel Dipartimento di NeuroScienze di via La Loggia 1, ci sarà un seminario organizzato dal Prof. La Barbera riguardante la Clown Terapia: verrà proiettato alle 20:30 il film "Patch Adams" (che merita moltissimo!...P.S. quello con i baffi è il vero Patch...) a cui seguirà un dibattito e dei commenti a caldo da parte del Prof.
...per maggiori info:
http://www.sismpa.it

...eppur la Psichiatria si muove!

Buona giornata a tutti!

mercoledì 14 gennaio 2009

L'Antipsichiatria...



Perchè qualcuno si ostina a combattere una scienza medica?
Esiste l'Anticardiologia o l'Antipediatria?
Sembra una fesseria l'Antipsichiatria, ma fa perdere fiducia nei confronti di una scienza, con il risultato che la gente si chiude, ostinandosi a non farsi curare come si deve...
Per fortuna si assiste ad una fioritura di siti specialistici,ovviamente lontani dalla pratica autodiagnostica, che informano gli utenti circa le pratiche psichiatriche e le patologie che interessano questa specialità...
...lasciando perdere poi le stupidaggini che a scopi populistici e commerciali vengono promulgate dai "pensatori antipsichiatrici", che vanno dalla critica al DSM (testo fondamentale della psichiatria mondiale) alla spinta alla morte (vedi il caso del figlio di John Travolta).
Il succo dell mia riflessione è questo...INFORMIAMOCI NEL MODO GIUSTO...perchè l'ignoranza solo a volte uccide, ma sicuramente fa vivere male...sempre...

lunedì 12 gennaio 2009

La strada



La strada

Corre veloce
Gli alberi lesti pini odorosi
Passa tutto
Con la radio accesa
E i pensieri che si addensano
Dentro l’abitacolo che scivola
Pattinando su ghiaccio nero come pena
Vfu
Vfu
Vfu
Ancora i pini che sfrecciano
Corrono incontro al finestrino calato
Ma restano immobili
Come storie passate
E dimenticate
E ricordate
Come un riff di chitarre
Pizzicano il cuore per un attimo
Poi
Lo rimettono al suo posto.
Case
E profumo di gente
Storie nuove e vecchie
Addensano l’aria e la mente
Si avvicina la mano
Tremante
Al cambio
Si corre
E si rallenta
In questa vita inferma
Insegnante maldestra
Si vive
E si dimentica
Poi si ricorda
Si rivive
Si impara
E si scorda.
Si arriva
Da qualche parte
Spiagge bagnanti grida tuffi
Si dimentica per non ricordare
Si scala di marcia
Si carezza il freno
E si calpesta la frizione.
Si rallenta e si riparte
Altra storia
Altro posto
Altri odori
Altre prospettive
Altri ricordi di un futuro
Che passerà
Frivolo.
L’occhio ammicca
Le labbra si increspano
L’anima è vuota
Di nuovo pulita
I pini ritornano ai lati della strada
Altre melodie si diffondono.
Dove?
Dolci e soffici
Spumose
Voci di bambini al parco
E bestemmie gioiose
Di vecchi sulla strada
Seduti sulle sedie del popolo
Consunte
Sagge
Altre vetture
Si incrociano
Altre vite
Si affiancano
Si investono
Si rincorrono
E il sole splende
E il tempo passa
E si gioca
E si soffre
E si vive col sorriso
E gli occhi profondi
Ogni volta con un colore in più.

...una volta mi sono sentito come Jack Kerouac.
...una volta ho letto "Sulla Strada".
...mi sono frugato e ho trovato qualcosa.

venerdì 9 gennaio 2009

Rudyard Kipling... If...


Rudyard Kipling - IF
( Lettera al figlio, 1910 )

If you can keep your head when all about you
Are losing theirs and blaming it on you,
If you can trust yourself when all men doubt you
but make allowance for their doubting too,

If you can wait and not be tired by waiting,
Or being lied about, don¹t deal in lies,
Or being hated, don¹t give way to hating
And yet not look too good, nor talk too wise:

If you can dream - but not make dreams your master,
If you can think - but not make thoughts your aim;
If you can meet with Triumph and Disaster
And treat those two imposters just the same;

If you can bear to hear the truth you¹ve spoken
Twisted by knaves to make a trap for fools,
Or watch the things you gave your life to, broken,
And stoop and build them up with worn-out tools

If you can make one heap of all your winnings
And risk it all on one turn of pitch-and-toss
And lose, and start again at your beginnings
And never breathe a word about your loss;

If you can force your heart and nerve and sinew
To serve your turn long after they are gone,
And so hold on, when there is nothing in you
Except the Will which says to them: ³Hold on!²

If you can talk with crowds and keep your virtue,
Or walk with kings, yet not lose the common touch,
If neither foes nor loving friends can hurt you;
If all men count with you, but none too much,

If you can fill the unforgiving minute
With sixty seconds¹ worth of distance run
Yours is the Earth and everything in it,
And, what is more, you¹ll be a Man, my son!

Traduzione:
Se riesci a mantenere la calma quando tutti attorno a te la
stanno perdendo e te ne incolpano;
Se sai aver fiducia in te stesso
quando tutti dubitano di te tenendo conto però dei loro dubbi;

Se sai aspettare senza stancarti di aspettare
o essendo calunniato non rispondere con calunnie
o essendo odiato non dare spazio all'odio
senza tuttavia sembrare troppo buono ne' parlare troppo da saggio;

Se sai sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni;
Se riesci a pensare senza fare di pensieri il tuo fine;
Se sai incontrarti con il Successo e la Sconfitta
e trattare questi due impostori proprio nello stesso modo;

Se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto,
distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui;
Se sai guardare le cose, per le quali hai dato la vita distrutte
e sai umiliarti a ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;

Se sai fare un'unica pila delle tue vittorie
e rischiarla in un solo colpo a testa o croce
e perdere e ricominciare dall'inizio
senza mai lasciarti sfuggire una sola parola su quello che hai perso;

Se sai costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi
a sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti più
e così resistere quando in te non c'è più nulla
tranne la volontà che dice loro: "Resistete!';

Se sai parlare con i disonesti senza perdere la tua onestà
o passeggiare con i re senza perdere il tuo comportamento normale;
Se non possono ferire ne' i nemici ne' gli amici troppo premurosi;
Se per te contano tutti gli uomini, ma nessuno troppo;

Se riesci a riempire l'inesorabile minuto
dando valore ad ogni istante che passa:
tua e' la Terra e tutto ciò che vi e' in essa
e - quel che più conta - tu sarai un Uomo, figlio mio !

...quando la poesia supera l'immaginazione e giunge a solleticare cuore e intelletto...

giovedì 8 gennaio 2009

Partecipa al documentario sulla Psichiatria

...mail inviatami dall'Aipsi-Med, cioè l'Associazione Italiana Psichiatri...ve la giro...

Inviaci la tua segnalazione
E' da più di 30 anni che stampa e televisione non si occupano più di psichiatria.
Pertanto l'AipsiMed invita tutti, psichiatri, operatori, familiari, cittadini, pazienti, a inviare segnalazioni sulle cose che NON funzionano nell'assistenza psichiatrica pubblica.
Fatevi sentire!
Invia la tua storia, segnalazione, denuncia al seguente indirizzo email : segreteria@aipsimed.org o al fax 081/0060371.
Nelle storie che ci invierete cercate di essere accurati, brevi e chiari; descrivete quando, dove e come accade la storia e chi sono gli attori.
Non dimenticate di inviare il vostro nome, cognome, città e un recapito telefonico.
Le testimonianze raccolte e selezionate potranno far parte del nostro prossimo documentario video.
Aspettiamo numerose le vostre segnalazioni.
Cordiali saluti
Lo Staff dell'Ai.psiMed

"Aipsi-Med" - Associazione Italiana Psichiatri
Contatti: segreteria@aipsimed.org, Fax: 081/0060371
Sito web www.aipsimed.org
AipsiMed su Facebook
Dott. Nicola Gianmarco Ponsillo, presidente
Dott. Enzo Spatuzzi, segretario

Premi!



...questo il premio assegnatomi da Ariapura...(il link lo trovate in basso a destra).
Grazie mille!
Io lo giro a tutti i miei CyberFriends!

martedì 6 gennaio 2009

Ragazza Interrotta... tra FB e realtà...



Ragazza Interrotta... è questo il suo account su FaceBook...
Le ho mandato un messaggio: "Vuoi raccontare la tua storia brevemente?"
La sua risposta:

"Oggetto: qst è la mia storia, decidi tu se pubblicarla o meno con eventuali modifiche

Sono nata a napoli, i miei ex-genitori fin da qnd avevo 4 anni litigavano spesso, mio padre a volte tornava a casa ubriaco e picchiava e/o violentava mia madre dopo avermi sbattuta lontano con uno schiaffone o un calcio. qnd avevo 8 anni una sera ha legato ed imbavagliato mia madre ad una sedia, poi mi ha violentato sverginandomi e causandomi una lacerazione interna d 3cm. e da li è cominciato il divorzio, poi all'età di 11 anni ho cominciato a vedere mio padre in giro x la città ke si abbracciava e baciava con un altro uomo e quello è stato x me una coltellata al cuore. ecco la mia infanzia rovinata, causa della mia sofferenza
e da li sono caduta in depressione ed in binge, mia mamma mi considera(va) pazza, peggiorando il tutto.
a 15 anni ho conosciuto un angelo l'attuale mio uomo e futuro marito in internet ad allora a 18 anni compiuti sono scappata d casa recandomi qui da lui a Messina e non avendo + rapporti con i miei ex genitori".

Io ovviamente non ho apportato modifiche...

Ha recemente pubblicato un gruppo su FaceBook... "Vittime di stupro" si chiama, nel quale lei cerca di raccontarsi e cerca di raccogliere storie di altre ragazze che come lei sono state interrotte... io onestamente le voglio dare una mano, voglio far conoscere la sua storia, voglio che la gente sappia, voglio che la solitudine non vessi ulteriormente il cuore di ragazze che hanno vissuto questa esperienza...

Questo è il primo post di Ragazza Interrotta pubblicato nel gruppo:

"Io sono una ragazza di 21 anni.
vivevo a napoli con la mia "famiglia". mio padre era violento e maltrattava sia me ke mia madre.
a 8 anni mi ha stuprata e dopo i miei si sono separati
da quel momento sono caduta in depressione e sono entrata nel tunnel d BINGE;
ora ne stò uscendo ma ci soffro ankora.

jo deciso di creare questo gruppo in quanto io attraverso internet riesco a sfogarmi ed esprimermi meglio.
inoltre ritengo che se restiamo chiuse/i in noi stessi soffriremo, invece se ci uniamo possiamo aiutarci a vicenda"

...un abbraccio Ragazza, spero di esserti stato d'aiuto...

lunedì 5 gennaio 2009

Il sonno della ragione genera mostri...



...celeberrima acquaforte di Francisco Goya
...opera di fine '800, concetto di fine '800... forse ancora non bene assimilato...

domenica 4 gennaio 2009

Tribute to Valentina Giovagnini...



...autrice di una delle mie canzone preferite, ricca di riferimenti celtici e sonorità nordiche...morta in un incidente d'auto la scorsa notte...
Un abbraccio.

giovedì 1 gennaio 2009

La severa innocenza dell'essere...



Severa innocenza...mi piaceva questo accostamento di parole... credo abbia un senso particolare, sfumato, che parla di obblighi e piaceri...
Mi chiedono in molti... "Parli con gente che non hai mai visto, che non conosci, come fai a capire se dicono la verità?"...
Sapete che è da poco che ho aperto questo blog...una cosa che salta immediatamente agli occhi è l'innocenza della gente che mi contatta, gente sensibile, con una innocenza prolungata ed acuita dalla sofferenza. E' una INNOCENZA SEVERA perchè obbedisce alle regole della sofferenza appunto.

Post piccolo, concetto grande...un saluto e una buona notte a chi si trova a passare...