giovedì 6 novembre 2008

Metodi di CyberTherapy

Ora sapete cosa è la CyberTherapy...
Ora spiegherò materialmente come si attua...

La CyberTherapy comprende 3 branche:

...la Email-based therapy... in cui la comunicazione tra l'utente e il Cyber-master, in questo caso, avviene attraverso uno scambio di mail.

...la Voice/Video Conference therapy... in cui la comunicazione avviene pr mezzo di programmi come Messenger o alternativamente Facebook in cui si può comunicare scrivendo o parlando tramite microfono, con l'eventuale ausilio di una webcam.

...la Avatar therapy... che prevede l'utilizzo di avatar, che tutti ormai sapete cosa sono!, dunque la comunicazione avviene in Second Life.

E' l'utente a scegliere il metodo che preferisce, ovviamente mettendosi d'accordo col sottoscritto, che deve raccogliere la storia dell'utente e poi sottoporla al team di psichiatri e psicologi, di cui parlavo in un precedente post.

Ecco tutto...sembra difficile, ma si tratta soltanto di comunicazione volta all'aiuto dell'utente che lo richiede...

Ora ho bisogno che mi dite cosa ne pensate di tutto ciò!

10 commenti:

deleau ha detto...

Non ti nascondo la mia perplessità di fronte a questo tuo progetto. I miei dubbi, però, non intendono minimamente essere un giudizio in merito allo stesso. Di fronte a condizioni di minore impatto potrebbe essere un primo passo. Per problemi più grandi non saprei. Resto in attesa.
Andrea

PS
Vale la pena di precisare che sono uno psichiatra, vedo quindi la questione sotto uno specifico profilo.

CyberMaster ha detto...

Ciao Andrea e benvenuto...
La CyberTherapy, pur avendo molteplici impieghi e potenzialità, non si può ovviamente sostituire alla visita e al colloquio psichiatrici canonici.
Alcuni usi della CyberTherapy possono essere ad esempio l'avvicinamento alle cure di quei soggetti che si trovano in ripiegamento autistico e che hanno internet come unico mezzo di comunicazione con l'esterno; può essere usata ad esempio per seguire pazienti durante il loro percorso curativo o ancora per avvicinare alle cure quei soggeti che non hanno coscienza di malattia...
Questi sono solo alcuni impieghi...
Poi è ovvio che si sta parlando di pazienti non acuti.
Spero di essere stato chiaro...
Se hai domande o curiosità...
Ciao!

zoé ha detto...

Tutto ciò é indubbiamente interessante, forse, la naturale conseguenza della società che ci siamo costruiti intorno a noi, immagine e somiglianza di un pc, la Vita di fronte ad uno schermo per alcuni é tutto, per altri nulla o solo un passatempo ... anch'io sono d'accordo sull'insostituibilità del rapporto umano, diretto, vero, faccia a faccia .. ma questa iniziativa o campo della CyberTherapy, se davvero può minimamente far del bene a qualcuno, ok .. con tutti i limiti dovuti .. Almeno è ciò che penso .. e te lo dice una che opera nel tuo campo, sono una laurenda in Psicologia Clinica, capisco cosa tu voglia dire .. e apprezzo il vostro lavoro e le buone intenzioni che ci sono dietro ..
A presto ... Zoe.

CyberMaster ha detto...

Ciao Zoe, sono contento che tu sia passata e abbia lasciato la tua opinione... avere un parere dagli addetti ai lavori è sempre costruttivo e gratificante...
Ti assicuro che per certe persone il pc è l'unico contatto con la "realtà" , è l'unico modo per trovare un aiuto, non per volontà loro ovviamente, ma per questioni cliniche...ritorna presto, sei la benvenuta!

zoé ha detto...

Esattamente .. hai colto nel segno ciò che intendevo dire, perché aldilà di dubbi e perplessità, per molti il mondo reale viene sostituito dalla realtà artificiale di uno schermo .. e Noi che operiamo nel campo della Salute, dobbiamo tenernlo presente per anadare loro incontro ..
A presto e grazie per l'accoglienza..! ;) Zoe.

LAURA BELLODI ha detto...

Iniziativa interessante. Nel muoversi nel mondo del web con un atteggiamento propositivo nei confronti della psichiatria e delle possibilità di miglioramento dell'approccio psichiatrico ai problemi clinici biogna però distinguere ciò che ha un prevalente scopo promozionale da quello che può essere un reale contributo terapeutico..

CyberMaster ha detto...

Buonasera e benvenuta professoressa Bellodi... purtroppo non capisco a cosa si riferisce quando parla di scopo promozionale... sono d'altra parte concorde con lei, che internet può costituire una miglioria nell'approccio clinico col paziente...
Spero torni presto!
Buona serata...

guard runner ha detto...

Però non avete ricordato la dipendenza da internet...come dire si cura da una parte e si scoppia dall'altra. Ciao a tutti

CyberMaster ha detto...

...la dipendenza da internet è un'altra cosa.
Noi utilizziamo internet come mezzo d'aiuto...

Benvenuto Guard!
...provvedo subito a linkarti.

rom ha detto...

Una parte importante del lavoro psicoterapeutico avviene camminando in senso contrario a quello che va dalla realtà alle parole. Ci si trova, cioè, a lavorare con le parole a correggere il potere alienante delle parole. Ma questo avviene non soltanto con le parole: anzi, la parola anti-parola, la parola piena che va a sostituire la parola vuota, è forse impossibile senza la presenza viva, fatta di una indicibile complessità, nella quale la parola non solo è una componente importante ma da quella complessità riceve trasformazione e potere di trasformazione.
Usare il computer contro la inevitabile quota di alienazione che il computer comporta ha qualcosa di analogo, mi sembra, al lavoro delle parole contro la quota di alienazione delle parole stesse.
In un famoso paradosso, McLuhan diceva che il messaggio è il mezzo usato per trasmetterlo.
Considerati questi pericoli e i limiti intrinseci, meglio muoversi comunque verso l'aiuto a chi ne ha bisogno e lo chiede via internet, meglio muoversi in senso contrario all'alienazione da computer.